Commercio mondiale primo trimestre 2022

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Sostanziale stabilità

Il primo quarto dell’anno chiude in sostanziale stabilità sul fronte delle importazioni mondiali: totale scambi a 14 milioni di ettolitri (-0,5%), per un valore di 5,6 miliardi di US$ (+6%). Da sottolineare subito come nel conteggio sia assente il dato russo, oscurato dall’inizio della guerra in Ucraina e fermo pertanto a gennaio.

Il dettaglio per tipologie

Sul fronte volumico, il primo trimestre è da imputarsi come negativo, considerando che nel 2021 – in piena pandemia – l’omologo quarto aveva chiuso a -5%: rimbalzo pertanto rinviato a data da destinarsi, soprattutto sul fronte dei vini fermi confezionati, che chiudono a -1% a causa delle problematiche logistico-politico-sanitarie sul mercato cinese (-23%) e della stasi di quello tedesco (-12%), che vanno a controbilanciare le buone performance dei mercati americano (+6%) e inglese (+11%), entrambi provenienti da un primo trimestre 2021 negativo, causa tariffe Trump e Brexit.

In negativo anche gli sfusi, con il mercato tedesco a -13%, mentre prosegue la corsa dello spumante, con rimbalzi in Usa (+14% dal -12% del 2021), progressione su crescita in UK (+36% da +19%) e ritracciamento del mercato tedesco (da +24% del 2021 al -1% odierno).

Mercato Usa

Guardando ai principali mercati, lato vini fermi confezionati, in Usa progressioni a doppia cifra per la Nuova Zelanda (+21% dallo 0% del 2021) e la Francia, che recupera il -24% su cui viaggiava un anno fa, mentre perde completamente la ripresa l’Italia, che con il +1% scarso di quest’anno fa poco meglio del primo trimestre 2021, quando viaggiava attorno a crescita zero. Ripresa per gli australiani (+18%), forzati a dirottare soprattutto su questo e altri mercati il vino non più assorbito dalla piazza cinese, mentre risultano stabili le forniture in partenza dal Sudamerica, con impennate invece sul lato sfuso (+37% i cileni e +60% gli argentini).

Sullo spumante, i dati sono robustamente positivi, a confronto con un primo trimestre 2021 che era stato uno dei peggiori degli ultimi dieci anni: Francia a +20% e Italia a +12%.

Mercato UK

Sul mercato britannico, per restare in tema bollicine, la Francia bissa la crescita del 2021 (+15%) mentre l’Italia schizza a +53%, come dato diretto, a cui si aggiungono le riesportazioni dal Belgio, praticamente raddoppiate.


Sugli still wines, invece, fortissima ripresa dei vini australiani, conferma del dato francese (+4%) e Italia che chiude a +1%, con provenienza 2021 da -6%, quindi più che positivo. In calo gli spagnoli, mentre le piattaforme di scambio presenti in Belgio portano questo Paese a essere il quarto fornitore a valore (terzo per quel che riguarda gli sparkling). Sui fornitori di seconda fascia, forti progressioni per Nuova Zelanda, Australia e Sudafrica, mentre restano indietro i cileni.

Mercato tedesco

Mercato tedesco in contrazione sullo sfuso, con la Spagna che piomba a -18% dal +17% di un anno prima e l’Italia che risale la china, ma rimanendo in pesante terreno negativo (-15%).

Stasi invece sulla spumantistica, con l’Italia che scende a -6% dopo aver furoreggiato a marzo 2021 (si viaggiava a +40%) e Francia che passa da +18% a +1%.

Lato vini fermi, tonfo francese (da +9% a -19%) e spagnolo (da +17% a -8%), mentre l’Italia – che era a zero un anno fa – riesce anch’essa nell’impresa di perdere 12 punti percentuali.

Mercato cinese

In Cina, dopo un 2021 che era sembrato di ripresa (+12% e +15% rispettivamente per Cile e Francia), si piomba in terreno fortemente negativo: i francesi scendono addirittura a -35%, mentre l’Italia conferma il -10% dell’anno passato. Australiani ridotti ormai ai minimi termini, forti contrazioni per tutti i maggiori fornitori, a esclusione dei vini in partenza dalla Georgia (+80%), arrivati alla sesta posizione a volume (1,2 milioni di litri).

Gli altri mercati

Sul mercato giapponese, inizio d’anno positivo con +6% lato vini fermi e +14% per gli spumanti, dovuto alla forte ripresa delle spedizioni di Champagne (+32%), mentre restano al palo gli italiani. Sugli still wines, best performer sono i vini californiani (+80%), seguiti da cileni (+23%) e australiani (+14%). Buon esordio per la Francia (+6%), mentre calano fortemente italiani (-19%) e spagnoli (-12%).

In Corea del Sud saldo generale a -7% (di questi tempi però l’anno scorso si viaggiava a +80%), con indietreggiamenti importanti per Cile, Spagna e Australia. Positiva l’Italia (+7%) e i leader francesi (+4%), mentre la corsa dei vini statunitensi si sta facendo sostanzialmente sul valore (+18% contro calo volumico del 5%).

Positivo l’inizio infine sul mercato canadese, con vini fermi a +6%, con solo la Francia negativa nel terzetto di testa (Usa a +8% e Italia a +14%). Balzo clamoroso per i vini neozelandesi (+33% volume e +40% valore), mentre l’Australia resta moderatamente positiva (+3%). Sullo spumante, il leader delle crescite è l’Italia, che porta a 75% il saldo annuo (l’anno scorso però si era iniziato con -22%), contro perdite di lieve entità per spagnoli e francesi, questi ultimi a +50% a marzo 2021.